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22_09_2015

RITRATTI

Ercole

BOTTO POALA

—

Nasce nel 1971

—

Nel 1992 prende il diploma

di perito tessile all'Itis di Biella

—

Avvia gli studi universitari

(ingegneria informatica) al

Politecnico di Milano, che non

terminerà per dedicarsi del tutto,

dopo il servizio militare negli

Alpini, all'azienda di famiglia:

la Reda di Valle Mosso

—

Dall'uffcio disegnatori passa

all'area fnanza e al commerciale.

Nel 2000 diventa export area

manager

—

Nel 2005 è nominato ceo di Reda

—

Da settembre 2015

è presidente di Milanio Unica

D

a bambino, quando qualcuno gli

chiedeva cosa volesse fare da gran-

de, rispondeva: «L'imprenditore». Già

allora

Ercole Botto Poala

- il 44enne

ceo del lanifcio di famiglia

Reda

e

neo-presidente del salone

Milano Uni-

ca

- aveva la sensazione che si trattasse

di una fgura eroica. «Lo immaginavo

come Ironman», dice, ricordando l'in-

fanzia. Prima di fare l'imprenditore sul

serio, racconta di avere passato le va-

canze estive in azienda (a Valle Mosso,

nel biellese), dai 14 ai 24 anni. Parten-

do da zero, «dalle pulizie dei bagni».

Nel suo iter formativo c'è anche il di-

ploma di perito tessile (all'

Itis Quinti-

no Sella

di Biella). Dopo la maturità, si

convince del fatto che ci sia più futuro

nell'ingegneria informatica e comincia

l'università, al

Politecnico

di Milano.

Un percorso che non fa per lui - come

scoprirà dopo qualche tempo - e che

decide di interrompere. Decisivo è il

servizio militare, negli Alpini, in Mo-

zambico. «Mi ha cambiato la vita: mi

sono reso conto che, se dovevo fare

qualcosa di buono nella vita, dovevo

cominciare a correre» dice, citando la

celebre metafora della gazzella e del

leone. Al termine di questa esperienza

positiva resta per qualche tempo all'e-

stero: prima in Australia, «per conosce-

re le lane», poi in Nuova Zelanda, nelle

ERCOLE BOTTO POALA

«

DA PICCOLO VOLEVO ESSERE

UN SUPEREROE: L'IMPRENDITORE

»

fattorie di proprietà. Ritornato in Italia

viene il momento di mettere a frutto

il diploma, nell'uffcio disegnatori, ma

anche di prendere dimestichezza con

le questioni fnanziarie, al fanco dello

zio, e di dedicarsi al commerciale. Nel

2000 Ercole Botto Poala diventa ex-

port area manager e nel 2005 sale sulla

poltrona di amministratore delegato.

Oggi, che in azienda ha creato un team

che non ha bisogno di lui «più di tan-

to», è arrivato il momento di dedicarsi

anche ad altro, per il bene dell'indu-

stria tessile made in Italy. «Ho deciso di

accettare la presidenza di Milano Uni-

ca - racconta l'imprenditore biellese -

all'inizio dell'estate: da anni stanno ri-

petendo di dover fare squadra e rispon-

dere "no" sarebbe stato stucchevole».

L'avvio del suo mandato non prevede

particolari deviazioni dalle linee guida

tracciate dalla precedente presidenza,

quella di

Silvio Albini

(

Gruppo Albi-

ni

). «Intendo proseguire la strada già

intrapresa per portare Milano Unica

a essere sempre più unica: oggi è una

fera fatta di tre-quattro fere», anticipa

il nuovo presidente. A proposito degli

appuntamenti esteri, dice: «Sono strade

che vanno viste come tentativi: bisogna

provare a fare, e non stare mai fermi.

Si è sempre in tempo a cambiare rot-

ta e a sistemare ciò che non funziona,

nell'ottica di dare un buon servizio che

accontenti espositori e clienti. Succede

in tutte le imprese di successo: proce-

dono commettendo una serie di errori,

che aggiustano velocemente. Intanto le

edizioni di Milano Unica a Shanghai

hanno portato i clienti conosciuti in

loco all'appuntamento di Fieramila-

nocity, che presenta un assortimento

più ampio. A New York siamo andati

con qualche perplessità e abbiamo vi-

sto imprenditori che mai avremmo in-

contrato da noi». «In luglio - conclude

- sarà la seconda occasione per testare

Prima Milano Unica

, la rassegna dedi-

cata alle precollezioni, che per il mo-

mento resta una volta l'anno».

Il nuovo presidente di Milano

Unica e ceo del lanifcio Reda

(al traguardo dei 150 anni) si

racconta e delinea l'avvio del suo

mandato alla guida del maggiore

salone tessile italiano

di

Elisabetta Fabbri

The Biella-based entrepreneur,

ceo of the 150-year-old weaving

company Reda, talks about his

background and why he accepted

the chair of the Italian textile fair

Milano Unica.